VI EPISODIO AMBIENTATO NEL DELTA DEL PO - PORTO TOLLE (RO)
Paisà è un film del 1946 diretto da Roberto Rossellini. Seconda pellicola della Trilogia della guerra antifascista, è considerato una delle vette del cinema neorealista italiano. Girato con attori prevalentemente non professionisti, l’intero film rievoca l'avanzata delle truppe alleate dalla Sicilia al Nord Italia. È costituito da 6 episodi: Sicilia, Napoli, Roma, Firenze, Appennino Emiliano, Porto Tolle. In questo episodio ha interpretato una parte SIVIERO GIOVANNI di Scardovari, detto "CICOLANI", erroneamente indicato come CIGOLANI nei titoli del film. Questa la trama: inverno del 1944, oltre la linea Gotica, lungo il delta del Po, la lotta vede i partigiani insieme a reparti di paracadutisti americani. Nella dura battaglia combattuta fra le paludi del Polesine, non mancano le violente rappresaglie dei nazi-fascisti contro i partigiani, ed anche sui civili inermi. Saranno le ultime barbarie di una tragica guerra che si appresta ad aver fine di lì a pochi mesi più tardi. È stato candidato ai Premi Oscar 1950 per la migliore sceneggiatura originale. Il formato del video è in 16:9, ottenuto modificando il formato 4:3 del video pubblicato in YouTube dall’amico Vinicio Zanardi. Inoltre nel video trasformato ho usato la funzione HDR e il colore anni 1960. Le notizie e la breve trama sono tratte da Wikipedia.
Pino Schiesari
alcune immagini
IL FILM COMPLETO È VISIBILE NELLA CINETECA DELLA RAI
IL PO E IL SUO DELTA - DAL MONVISO AL DELTA NEL POLESINE
Il PO nasce nel Monviso in Piemonte
Il PO a Torino
Il PO a Piacenza
Il PO a Pontelagoscuro - Ferrara/Rovigo
Le Regioni nel percorso del PO
CICLO PER LE SCUOLE MEDIE E SUPERIORI
IMPORTANTE NOTA
Si tratta di una lodevole iniziativa della Regione Emilia Romagna, ma le videolezioni riguardano l'intero territorio del Delta del Po, quindi anche del Veneto (il Polesine), dove sfociano in mare la maggior parte dei rami del Delta attivo. Le videolezioni sono ospitate nel canale YouTube di "Biosfera Delta Po", che è il canale ufficiale della Riserva di Biosfera che riguarda tutto il Delta del Po. Le lezioni sono ugualmente adatte anche per le Scuole di tutta l'Italia.
Dodici minuti con Donatella
Bianchi,giornalista,
scrittrice e conduttrice televisiva di
Linea Blu di Rai Uno,
che
visita una parte del Delta del Po Veneto in compagnia dei polesani
Stefano
Cacciatori, nel
Po di Maistraed
Emiliano Verza,
nell’Isola
allagata della Batteria.
Stefano
Cacciatorièuno
dei figli
di Marino
Cacciatori di
Porto Tolle (RO),
il
leggendario “Caronte”
del
traghetto
sul Grande Fiume,
che
assieme ai fratelli è capitano della flotta di imbarcazioni che
conduce i turisti nelle visite nei vari rami del Delta del Po;
racconta
la storia del Po di Maistra,
il ramo più piccolo del Delta,
il più suggestivo, selvaggio e incontaminato.
Emiliano
Verzaètecnico
del settore naturalistico, nel
2006 è stato co-fondatore dell’Associazione Naturalistica
Sagittaria di Rovigo che
opera nei settori “Ricerca,
Gestione
ambientale, Divulgazione,
consulenza ed educazione ambientale”.
Il
video è stato estratto dalla trasmissione di RAI UNO – LINEA BLU
della stagione 2015 dal titolo “LO STATO DI SALUTE DEL MARE”,
programma
ideato dalla stessa conduttrice Donatella Bianchi.
APRI IL VIDEO NELLA PAGINA FACEBOOK "ITALIA POLESINE DELTA DEL PO"
IL VIDEO E' VISIBILE ANCHE DIRETTAMENTE IN GOOGLE
La trasmissione si può visualizzare in RAI PLAY e dura oltre un'ora, può essere guardata cliccando sul primo collage:
In questa
immagine il Delta del Po nella estensione della Riserva di Biosfera Unesco, MaB
(Uomo-Natura-Sviluppo),
precisando che la "Riserva" è costituita dai territori del Polesine -
Veneto e dai territori di Ferrara - Emilia Romagna, gestiti da due Parchi
Regionali.
Il Delta
del Po: la miniera della biodiversità
Per quanto
riguarda gli uccelli, le specie target sono il beccapesci, il fratino,
l'avocetta, il fraticello, la sterna comune e quella zampe nere, il gabbiano
roseo, il gabbiano corallino e il martin pescatore. Tutte queste specie
nidificano sempre meno a causa della scarsa disponibilità e qualità dei siti
delle colonie.
È il più
complesso sistema di zone umide in Italia
nonché uno
degli ecosistemi più produttivi che abbiamo. Le zone umide sono serbatoi di
biodiversità perché ospitano una varietà
preziosa di batteri, piante e animali: perciò il Delta del Po è un luogo di
elevato valore naturalistico. È un'area importantissima dove l'acqua dolce
fluisce in quella salata e dove i fondali si mescolano senza sosta.
Gli
uccelli, con oltre 370 specie di nidificanti, migratori e svernanti
regolari, sono la parte più interessante della fauna del delta del
Po.
In
questo video ho messo immagini riprese da appassionati di
Birdwatching e pubblicate nei gruppi FB.
Sono
poche le persone che praticano questa attività ed esperte di come
riconoscere le varie specie. Il birdwatching è l’osservazione
degli uccelli in natura.
Attrezzati
con binocolo o a volte ad occhio nudo è una passione non solo per
gli specialisti, ma conquista grandi e piccini. Il birdwatching è
passione, ma anche economia: sono più di due milioni in Inghilterra,
i birdwatchers e più del 6% della popolazione, ama fare
birdwatching: una passione che diventa una vera e proprio industria
motore di turismo. In Italia non ha i numeri inglesi, ma può
rappresentare un volano per l’economia di un territorio come quello
del Delta del Po.
Dove
è più facile trovarli?
Lungo
il fiume
Si
può osservare il lento volo dell'airone cinerino. Esiste un buon
numero di svassi e cormorani. Tra gli ardeidi vi sono la garzetta, la
nitticora, la sgarza ciuffetto e il tarabuso.
Canali,
golene fluviali, casse di espansione
Sono
in assoluto gli ambienti più ricchi di specie per l'ampia varietà
di situazioni che presentano. Tra i canneti nidificano specie
come l'airone rosso e il falco di palude , e vi si rifugiano e
nutrono alcuni passeriformi come il basettino, il cannareccione, il
migliarino di palude, e l'usignolo di fiume. In alcune zone, il
mignattino e il rarissimo mignattino piombato costruiscono il loro
nido di steli sulle ninfee.
Lagune
e valli, barene e dossi
Nella
parte Veneta del Delta del Po, sono stati stimati circa 5.000
fenicotteri rosa. Nel video ho messo immagini riprese dall’alto ed
anche da terra. Sono spettacolari sia a terra che in volo. Sono i più
grandi uccelli che vivono in comunità e si nutrono di alghe,
gamberi, crostacei e planctoncontenenti
“carotenoidi”
(è
per questo che le piume assumo il colore rosa) scandagliando il fondo
di superfici d’acqua dove non è molto profonda.
Nel
2018 per la prima volta, Sagittaria, associazione culturale e
naturalistica di Rovigo, ha coordinato il censimento della
popolazione di Fenicottero svernante lungo tutta la costa alto
adriatica, in contemporanea da Trieste a Ravenna. Questa grande
operazione, svolta in ogni zona da gruppi differenti di ornitologi,
ha accomunato ben cinque associazioni specializzate, che nella
giornata di martedì 11 dicembre hanno passato al setaccio tutte le
valli e lagune del Delta del Po, della Laguna Veneta e del Friuli
Venezia Giulia.
Inoltre,
nidificano il fraticello, la sterna comune, la sterna zampenere, il
beccapesci, il gabbiano reale, il gabbiano comune , la pettegola, il
cavaliere d'Italia e l'avocetta. Sono da segnalare inoltre l'airone
rosso, la spatola, l'ibis mignattaio e la volpoca. Per gli uccelli
migratori il delta è zona di svernamento e di rifugio, come per il
quattrocchi. Durante le migrazioni e in inverno questi ampi
specchi d'acqua si popolano di migliaia di folaghe e di varie
specie di anatre: anatre tuffatrici, come moretta e moriglione;
anatre di superficie, come germano reale, codone, marzaiola ,
mestolone e fischione.
Sacche
e bonelli
I
fondali più bassi ospitano limicoli come l'avocetta, il cavaliere
d'Italia e, d'inverno, il beccaccino e la pittima reale ed anche i
fenicotteri rosa.
Spiagge
e scanni
Nidifica
ancora la beccaccia di mare, ormai scomparsa dal resto d'Italia.
Autore del Video: Pino Schiesari Fra le regole per contrastare la diffusione dei contagi da Coronavirus è stato imposto il divieto del trasferimento nelle seconde case da parte dei proprietari, seconde case che si trovano al mare o in montagna. Spesso di tratta di abitazioni di proprietà di persone anziane che abitualmente vi si trasferiscono per evitare le calure estive delle città. In ordinanze separate delle Regioni Veneto ed Emilia-Romagna è ora consentito lo spostamento per la manutenzione ai residenti nelle rispettive regioni. Ai cittadini Veneti che hanno la seconda casa in Emilia-Romagna ed a questi che hanno la seconda casa in Veneto è impedito di controllare e ripristinare gli impianti, di accudire i giardini e di arieggiare l’abitazione dopo la chiusura invernale, al fine di prepararla e consentire la fuga dalle città dove il caldo estivo è nocivo alla salute in modo particolare per gli anziani. Al fine di prevenire contagi da Covid-19, se le persone rispettano tutte le altre regole, non c’è alcuna differenza fra il soggiornare nel domicilio fiscale o nel secondo domicilio. Perché, dunque, impedire ai proprietari delle seconde case di regioni diverse la semplice manutenzione. Significa acuire ancora di più il divario dei diritti e delle disuguaglianze già creati nella sanità ed altri settori della vita sociale. I “Diritti e doveri dei cittadini” scritti nella Prima Parte della nostra Costituzione riguardano Tutti, indipendentemente dal luogo di residenza. In caso di motivi validi, disciplinare diritti e doveri, dovrebbe competere allo Stato, attraverso i suoi Organi Centrali, con le forme previste. Le Regioni, singolarmente, rischiano di creare ingiustificate disuguaglianze. Quando ciò avviene lo Stato dovrebbe intervenire usando i rimedi previsti nella stessa Costituzione.
L’Italia (50.000 ton/anno) segue solo la Cina (3 milioni
ton/anno) per la produzione di vongole veraci ed è prima in Europa precedendo
Francia e Spagna, incalzate dal Portogallo. Questo nostro primato, che in
Europa rappresenta l’80 per cento dell’intera produzione, è ottenuto grazie
alle produzioni nelle lagune del Delta del Po, pari all’80 per cento della
produzione italiana.
Sono i dati che emergono dalla relazione del Dott. Emanuele
Rossetti, biologo del Consorzio Cooperative Pescatori del Polesine di
Scardovari (ROVIGO). Sono stati esposti durante gli “Incontri informativi-formativi
con gli operatori della pesca e dell’acquacoltura” organizzati dal GAL Gargano
(Puglia), alcuni mesi fa e precisamente nelle date dell’11 e 12 settembre 2019.
La relazione è stata supportata da una presentazione che è
stata pubblicata anche in rete in formato PDF, da me trasformata in video con
“lettura ad alta voce”. Una relazione che contiene oltre ai numeri citati la
storia di questa coltura che ha avuto inizio negli anni 80-90 dello scorso
secolo e che ha dato avvio al riscatto economico delle popolazioni del Delta
del Po.
Si guardi, si legga, si ascolti. Ci si convincerà che questo
miracolo economico si chiama Consorzio Cooperative Pescatori del Polesine, la
più grande azienda in termini di occupazione della Provincia di Rovigo, nella
quale metà circa sono donne, altro primato in Europa nel settore della
pesca-acquacoltura.
Nelle due giornate formative del GAL Gargano sono state due
le relazioni del rappresentante del Consorzio Cooperative Pescatori del
Polesine, per ora ho trasformato in video la prima relazione. La seconda
riguarda la storia dell’assegnazione del marchio D.O.P. alla Cozza di
Scardovari; controllate nei prossimi post.
Ecco l’indirizzo del GAL GARGANO – AGENZIA DI SVILUPPO, dal
quale si possono scaricare i files in formato PDF delle relazioni del Dott.
Rossetti:
SI, arriviamo nel Delta del Po! Con qualsiasi
mezzo ed anche con le ali della fantasia, in questo territorio “patrimonio
dell’umanità”.
Molte bellezze sono nascoste ed occorre ritornare più volte
negli stessi luoghi.
Non è facile visitare il delta; si devono fare lente tappe.
Si tratta di un territorio molto esteso a cavallo di Veneto ed Emilia-Romagna,
una superficie che hanno solamente pochi apparati deltizi in Europa.
Ricordiamoli: Camargue (Delta del Rodano) in Francia, il Delta del Danubio in
Romania e Ucraina e il Parco Nazionale della Doñana (foce del fiume
Guadalquivir) in Spagna, tutte aree riconosciute come Riserve della Biosfera
MaB UNESCO.
Accontentiamoci del paesaggio che fissiamo nelle nostre
fotografie e delle immagini dall’alto scattate da amici con i “droni”, oppure
catturate dai documentari della TV.
NEL POLESINE IL 60% DELLA PRODUZIONE NAZIONALE DI AGLIO
Una lunga intervista trasmetta da “Rete Veneta”, Settimanale
TV di Informazione e Cultura Agricola Veneta, ad uno dei principali produttori
di Aglio Bianco Polesano Dop, Giuseppe Beretta, titolare dell’omonima azienda
Agricola di Grignano (Rovigo) di 120 ettari, dei quali 60 di proprietà e 60 in
affitto. Recente il marchio “Aglio Beretta”, con il quale il produttore è
presente a Fiere e Manifestazioni.
L’intervista è contenuta nella trasmissione settimanale del
25 gennaio 2020, della durata complessiva di circa mezz’ora e si sviluppa con
intervalli per dare spazio ad altre notizie di avvenimenti del comparto
agricolo del Veneto. Abbiamo raggruppato le varie parti senza interruzioni,
riducendo a metà il tempo, per dare maggiore risalto all’intervista del settimanale
TV Rete Veneta. Per chi volesse rivedere l’intera trasmissione segnaliamo il
link di YouTube:
Per chi volesse rivedere l’intera trasmissione segnaliamo il link di YouTube:
Non condividiamo il titolo: “LA CRISI DELL’AGLIO”, non solo
per l’errore contenuto di definire l’aglio bianco polesano una DOP del Delta
(vedi il titolo poco più avanti dell’inizio). Ad eccezione di una parte del
territorio di Adria, i restanti Comuni nei quali si coltiva l’aglio sono
situati nel Medio Polesine (Rovigo, Crespino, Fiesso Umbertiano, Villamarzana,
Villadose, San Martino di Venezze, Frassinelle Polesine, Lendinara, Fratta
Polesine, Castelguglielmo, Canda, Adria, Occhiobello, Papozze, Lusia,
Ceregnano, Villanova del Ghebbo, Arquà Polesine, Pontecchio Polesine, Costa di
Rovigo, Pincara, Villanova Marchesana, Bosaro, Canaro, Gavello, Guarda Veneta,
Pettorazza Grimani, San Bellino).
Dall’intervista non emerge una grave e irreversibile crisi,
se non i problemi legati al clima (le piogge autunnali che non hanno permesso
il completamento delle semine) e problemi sulla sanità del prodotto che richiede
grande attenzione in tutte le fasi, dalla semina al raccolto e conservazione. Dice
Giuseppe Baretta, che l’aglio va seguito come un bambino; quasi tutte le
mattine in certi periodi bisogna guardarne ed osservarne la sua crescita. In
Polesine esiste un’azienda che produce aglio biologico basato su un
disciplinare, una produzione dalla quale è attratto, molto aderente alla sua
mentalità.
Vero che la concorrenza cinese e spagnola costituisce un
problema, ma anche l’aglio italiano varca i confini. Non è solo la Cina ad
invadere il mercato europeo con il suo prodotto a basso costo; anche la Spagna
sta attuando una strategia basata sostanzialmente sui grandi volumi e prezzi
bassi. Purtroppo, trovano pubblico e consumatori molto più attenti al prezzo
che alla qualità, oppure, la tesi più probabile è che i consumatori sono molto
distratti ed acquistano il prodotto che viene loro offerto dalla grande
distribuzione, questa sì molto attenta alle percentuali commerciali di
ricarica, che si sposa con i grandi numeri.
L’aglio polesano deve difendersi puntando sulla qualità,
sulla diversificazione e sui giovani, come sperano Giuseppe Beretta ed il
figlio diciasettenne che frequenta l’Istituto Tecnico Agrario Statale “Ottavio
Munerati” di Sant’Apollinare – Rovigo.
Ma dall’intervista emerge anche che il Consorzio di Tutela
dell’Aglio Bianco Polesano e l’associazionismo, aiutano poco e dovrebbero fare
di più, prendendo spunto dalla vicina Regione Emilia-Romagna, molto attiva nel
sostenere l’aglio prodotto nella vicina Ferrara e nel Piacentino.
Era il XVI secolo quando alcune importanti famiglie venete
fecero realizzare, lungo le vie d'acqua del Polesine, maestose dimore che, con
i loro eleganti portici, le imponenti scalinate e le grandi finestre,
decorarono come "gioielli" tutta la campagna circostante. Prestigiose
residenze che hanno aperto le loro porte alle telecamere di "Paesi che
vai", programma che gode del Patrocinio del MIBACT.
Domenica 29 dicembre, alle 9.40 su Rai1, i telespettatori sono
stati guidati da Livio Leonardi nella scoperta di queste Ville e delle nobili
famiglie che le hanno abitate. Residenze edificate dai più grandi e
rappresentativi architetti del tempo. Tra questi, il celebre Andrea Palladio,
che ha lasciato in eredità una delle Ville più belle di questo territorio:
Villa Badoer. Ma non solo: si scopriranno anche i segreti di Villa Morosini, di
Villa Dolfin Marchiori e dei suoi illustri ospiti, mentre nei giardini di Villa
Nani Mocenigo si incontrerà la "Principessa triste", che ha dato
luogo ad una antica e suggestiva leggenda. Storie e atmosfere ricostruite, come
in una fiction storica, da personaggi in costume d'epoca.
Oltre alle Ville di Fratta, Lendinara, Polesella, Canda, all’inizio
e alla fine si ammirerà anche la “Piazza Grande” di Rovigo, con la sua loggia, torre
dell’orologio, il monumento a Vittorio Emanuele II, la colonna con il Leone,
simbolo della Serenissima Repubblica di Venezia. In risalto la bellezza della
Chiesa della Beata Vergine del Soccorso, nota come "Rotonda" di
Rovigo. Un edificio religioso, che custodisce un ritratto della Madonna davvero
miracoloso. Mentre dalla maestosa torre Donà del Castello di Rovigo si potrà
ammirare la parte storica e dei suoi palazzi dall’alto.
Livio Leonardi si spingerà, poi, sulle rive del Polesine,
per scoprire un'eccellenza di questo territorio: la famosa Ostrica rosa. E non
mancherà, infine, uno sguardo ai sontuosi panorami del Parco del Delta del Po,
un vero e proprio mosaico di ecosistemi, dove la natura regna sovrana.
In questa parte del programma, identificata con il logo di Paesi
che vai … “Eccellenze … che trovi – Sapori tinti di Rosa”, i protagonisti sono
stati i coltivatori e produttori di mitili della Sacca di Scardovari, la laguna
deltizia che si estende per 3.200 ettari tra il Po di Tolle e il Po di
Donzella. Qui i pescatori allevano prodotti di eccellenza che arricchiscono le
offerte agroalimentari regionali: le vongole veraci, le ostriche rosa e le
cozze Dop. Un marchio di tutela giuridica attribuito dall’unione europea.
Infine, la ciliegina finale di Paese che vai … “Natura … che
trovi”, “Tesori del Delta del Po”, protagonista lo scrittore Gianni Vidali ed
il suo libro “L’Argine Racconta”, naturalmente con le immagini delle enormi
distese d’acqua, degli aironi, dei fenicotteri e di altre specie di fauna
acquatica. Visita nell’Isola di Scanno Boa, Isola dei Gabbiani, Isola della
Batteria, sommersa a causa della subsidenza causata principalmente dall’estrazione
del metano.